UN ISTRIONICO CANTAUTORE

Eh si gli anni 70 sono stati veramente una fucina di cantautori, alcuni particolarmente espressivi ed originali, pensiamo a Rino Gaetano e Ivan Graziani (che ho già omaggiato in 2 post precedenti), a Leano Morelli e Stefano Rosso, ad Ivano Fossati ed Eugenio Finardi, e a questo cantautore che omaggerò oggi con questo post, un cantautore che forse molti hanno dimenticato ma che ha lasciato nei suoi pochi fans del tempo un piccolo vuoto: Franco Fanigliulo.


 

Avevo 22 anni nel 1979 quando si presentò al festival di Sanremo, che era alla fine dei suoi anni bui, uno strano cantautore che presentò una stranissima canzone; vi chiederete perché strano, ma per un motivo assai semplice: rompeva la classica routine del festival così come aveva fatto qualche anno prima Rino Gaetano.

Lui era veramente un personaggio che sconvolse quel Sanremo, era teatrale, istrionico anche gigionesco ma simpatico e accattivante e la sua canzone “A me mi piace vivere alla grande” fu sicuramente la vincitrice morale di quel festival, l’unica canzone che riuscì ad entrare nella classifica dei dischi più venduti e allo stesso tempo mise d’accordo anche i critici (era ed è difficile che pubblico e critica vadano d’accordo!!!).

Era una canzone orecchiabile ma allo stesso tempo profonda e subì anche le forbici della censura per alcune frasi particolarmente al di fuori degli schemi che non si potevano permettere in una platea così “classica” come era quella del festival; la frase “foglie di cocaina” diventò “bagni di candeggina” ma altre frasi furono messe sotto gli occhi del ciclone come “Adesso che Gesù ha un clan di menestrelli
Che parte dai blue jeans e arriva a Zeffirelli” oppure “Guglielmo ha un reggipetto
Che se lo mette spesso nel cuore della notte”; come potete notare era una canzone nonsense, ironica, trasgressiva che non poteva non essere notata; mi ricordo che per un periodo di tempo non facevo altro che canticchiare il “A me mi piace vivere alla grande, girare per le favole in mutande ma Il principe dormiva, la strega si è arrabbiata E nei tuoi occhi verdi quella lacrima è spuntata…..”

Purtroppo questa è stata l’unico suo exploit, non so perché ma Franco Fanigliulo sparì inghiottito forse dal suo essere troppo schivo e al di fuori degli schemi o forse perché la sua verve e la sua teatralità non potevano essere chiuse nello spazio di un disco.

Ho saputo poi che per un periodo si ritirò in campagna per poi tornare a fare il musicista per altri, ma altri di un certo livello se pensiamo che collaborò con Vasco Rossi e Gaetano Curreri, con Shel Shapiro e per ultimo con il suo amico Zucchero con cui collaborò agli arrangiamenti di quel fantastico disco record che fu “Blues”.

Sicuramente avrebbe continuato la sua carriera, se non mettendoci la sua faccia sicuramente mettendo il suo talento di musicista, ma un’emorragia cerebrale lo stroncò all’improvviso alla giovane età di 44 anni nel 1989 lasciandoci praticamente come suo ricordo principale solo quel “A me mi piace vivere alla grande” che però può considerarsi, almeno da parte mia, una pietra miliare della musica leggera italiana.

UN ISTRIONICO CANTAUTOREultima modifica: 2012-07-06T07:50:55+02:00da claudiric
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