UNA GRANDE ARTISTA SFORTUNATA

 

Nel mio essere un amante della musica e dei suoi interpreti, se un cantante o un musicista mi trasmette emozioni e mi fa sentire bene ascoltandolo, non faccio caso al genere, alla  nazionalità o ad altro, mi piace e basta e una di queste interpreti che di emozioni me ne ha date tante nel corso della mia vita e mi ha fatto sempre piacere ascoltare la forza della sua voce e delle sue interpretazioni è stata sicuramente la grandissima e sfortunata Mia Martini.


 

E’ un interprete  che fin dai suoi esordi nei primi anni 60, giovanissima aveva soltanto 16 anni,  ha dimostrato grande carattere, grande talento e grande forza supportati da una voce particolare e bellissima e da un grandissimo temperamento.

Il mio ricordo musicale di Mimì (così era chiamata da tutti) parte dai primi anni ’70, ricordo che mi colpì questa ragazza completamente diversa dalle cantanti in auge in quell’epoca, era una risposta trasgressiva e aggressiva alle varie Cinquetti, Vanoni, Nada, alla stessa Mina e che ebbe il grande coraggio di cantare ad una manifestazione trasmessa dalla televisione (mi sembra fosse il Cantagiro ma non ne sono sicuro) una canzone come “Padre Davvero” in cui c’è tutto il disagio e la rabbia di una ragazza di fronte al proprio padre violento che non riesce a capire il cambiamento dei tempi, una canzone quasi autobiografica visto il non rapporto avuto con suo padre che aveva abbandonato moglie e figlie, rapporto che solo negli ultimi anni ebbe poi una distensione.

 

Il successo vero e proprio arrivò nel 1972 con “Piccolo uomo” e nel 1973 con “Minuetto” in cui capì che la sua voce stupenda era adatta alle interpretazioni di canzoni d’autore privilegiando soprattutto l’interpretazione, ed infatti nello stesso album in cui è inserita “Minuetto”, Mimì mette una cover di Elton John ed una di Serrat, canzoni di Califano,  di Venditti , di Lauzi, di Dario Baldan Bembo iniziando così una vera carriera all’insegna della canzone d’autore (un po’ come ha fatto successivamente la grande Fiorella Mannoia).

E così va avanti sempre con canzoni bellissime dalla grande musicalità, dai testi importanti e dalla interpretazione sempre più eccitante e accurata, titoli come “Agapimu” (in greco e di cui è autrice), “Al Mondo”, “Inno”, “La porta socchiusa”, “Che vuoi che sia se ti ho aspettato tanto”, “Dove il mondo va a finire”, “Per amarti”, “Danza”, “Donna con te”, “Libera”, “Tutti uguali” ecc., ma soprattutto per me “E stelle stan Piovendo” una canzone meravigliosa che mi ricorda un momento meraviglioso della mia vita, io diciottenne e il mio amore per una ragazza più grande di me che mi filava e non mi filava, sofferenza ma anche tanto amore scandito da questa intensa canzone,  tutto questo  fino alla fine degli anni 70, anni che la vedono anche con grande successo in spettacoli all’Olimpya di Parigi.

E che succede a questo punto??? Viene allontanata e scansata da tutti per il semplice motivo che viene tacciata di portare sfortuna, e nel mondo dello spettacolo questa è una cosa che non si sopporta, magari sarebbe meglio essere un assassino o un ladro, ma iettatore no!!! La cattiveria e l’invidia sono brutte bestie umane e nel campo dello spettacolo dove il vuoto e la superficialità la fanno da padrone, sono cose che non possono mancare!!! Ero così incavolato in quel periodo perché non vedere e sentire una grande artista per queste sciocchezze mi faceva andare ai matti!!!

Pe rfortuna che quando esiste il talento, quando c’è la bravura e l’intelligenza, non ci sono invidia o cattiverie che tengano, ha sofferto tanto in quel periodo,  ma poi è stata ripagata da quel pubblico che non l’aveva mai dimenticata tornando sui palcoscenici e nell’1989 ha riottenuto immediatamente tutto l’amore possibile, e tornò con quella meravigliosa canzone che fu “Almeno tu nell’universo”, che vinse il  premio della critica a Sanremo; premio anche l’anno dopo con un’altra canzone che a me emoziona in particolar modo: “La nevicata del ‘56”.

Altri meravigliosi brani si susseguono come “Danza pagana”, “Gli uomini non cambiano”, “Lacrime”, “Cu mme” ma improvvisamente, nel maggio del 1995 ci ha abbandonato, in punta di piedi, lasciando  un grandissimo vuoto nel panorama della musica italiano. Ancora una volta la sfortuna si è abbattuta su di lei come ancora una volta si sono abbattute le chiacchiere di quel mondo che lei, in fondo aveva sempre schivato

Non si può proprio dire che sia stata una donna fortunata: sfortuna nell’infanzia, sfortuna con gli uomini, sfortuna nelle chicchiere che ha dovuto sempre subire, sfortuna di morire in un momento in cui la carriera andava a mille.

Avrebbe senz’altro avuto tantissimo da dire e da fare ancora, sicuramente i suoi amici cantautori avrebbero ancora fatto a gara per scrivergli canzoni, ma purtroppo non è stato così!!!.

Grazie Mimì, anche tu hai fatto parte della mia vita regalandomi emozioni e momenti indimenticabili.


UNA GRANDE ARTISTA SFORTUNATAultima modifica: 2012-06-24T19:21:10+02:00da claudiric
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