IL PICCOLO GRANDE PILOTA

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Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, se non proprio da agonista vero e proprio comunque ho praticato varie discipline e soprattutto sono stato e sono uno spettatore appassionato perché mi piace l’agonismo, mi piacciono le gare, mi piace la competitività sia negli sport di squadra che in quelli singoli.


 

C’è un’eccezione: gli sport su motore perché secondo il mio parere non sono dei veri sport in quanto il fatto meccanico supera spesso il fatto umano e quindi spesso la persona deve sottostare ai capricci del suo mezzo, tranne……eh sì c’è un’eccezione anche qui, negli anni dal 1977 al 1982 quando un “piccolo pilota” si affacciò nel mondo della Ferrari facendo appassionare anche me ad uno sport come l’automobilismo che fino ad allora avevo schivato.

Il “piccolo pilota” aveva il nome di Gilles Villeneuve, canadese, dalla faccia dolce e da bambino, ma con una voglia di stupire e combattere che hanno sempre caratterizzato la sua breve vita.

Era un uomo che poteva essere solo ammirato per il suo stile di guida e i suoi comportamenti: combattivo, sorprendente, spettacolare, in alcuni casi irascibile se vedeva che le cose non andavano per il verso giusto (famose furono le litigate con il suo compagno di scuderia degli ultimi anni Didier Pironi)  ma comunque innamorato di quel suo mestiere, perché per lui più che uno sport l’automobilismo era un mestiere, il mestiere di vivere!!!

Quando nei circuiti vedevi correre quella macchina numero 27 potevi solo seguirlo e vedere quali nuove idee aveva avuto per quel circuito, vedere i suoi sorpassi al limite, il suo affrontare le curve in modo rocambolesco, la sua voglia in ogni caso di primeggiare: era veramente un piacere vederlo perché per me, per la prima volta, in uno sport come l’automobilismo in cui la macchina generalmente ha il sopravvento, era l’uomo che controllava.

Non è riuscito mai a vincere un campionato del mondo piloti (al massimo è arrivato secondo nel 1979) ma le sue vittorie sono rimase nel cuore degli appassionati per come si sono ottenute.

Io me ne ricordo due in particolare: quella del Gran Premio di Francia del 1979 e quella del Gran Premio di Monaco del 1981; la prima rimase famosa soprattutto per gli ultimi giri nei quali l’alternanza al comando tra lui e Arnoux è qualcosa di memorabile e di spettacolare; la seconda perché vincere per le strade di Montecarlo, e vincere come ha fatto lui non può essere dimenticato.

Purtroppo era immaginabile che un pilota come Villeneuve, sempre al limite, potesse terminare la sua vita dentro ad un circuito; è successo nel 1982, durante le qualifiche  del Gran Premio del Belgio, in una curva per poter recuperare posti preziosi si trova davanti una macchina più lenta e che nel sorpasso decide di andare dalla stessa sua parte, l’urto è inevitabile e la Ferrari di Villeneuve si invola andando a schiantarsi molti metri più avanti; per il pilota si capisce subito che non c’è più niente da fare: finisce così la vita di uno dei più particolari piloti automobilistici che la storia di questo sport abbia avuto.

IO naturalmente da quel momento non ho più seguito la formula uno né nessun’altra disciplina motoristica, ma anche a chi è appassionato e in seguito ha continuato a seguire l’automobilismo, Villeneuve è rimasto nel cuore, ancora dopo trent’anni si sente ogni tanto parlare di questo grande pilota, ogni tanto vedi accostare qualcuno nuovo al suo nome ma non è possibile di Gilles Villeneuve ce n’è stato uno solo, soltanto lui è riuscito ad entrare nell’immaginario degli appassionati, soltanto lui rimarrà nella storia come il “piccolo grande pilota”.


IL PICCOLO GRANDE PILOTAultima modifica: 2012-06-17T07:27:55+02:00da claudiric
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