UN ATTORE SCOMPARSO TROPPO PRESTO

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Nel lontano 1973, in 4 puntate di domenica sera (a cavallo tra febbraio e marzo) la Rai mandò in onda un film documentario particolare e originale che fu visto da più di dieci milioni di spettatori (erano altri tempi naturalmente) e fu osannato dalla critica, era un film documentario con la regia di Vittorio De Seta (un regista soprattutto cinematografico) ed interpretato da un attore di teatro con un talento e una bravura straordinari: il film era “Diario di un maestro” l’attore era lo sfortunato Bruno Cirino che poi dopo 8 anni e a soli 45 anni ci ha lasciato per un infarto fulminante, nel pieno della sua carriera.


 

 

Ecco io vorrei proprio ricordare questo, per me, grande attore sfortunato che aveva cominciato la sua carriera alla metà degli anni 60 recitando in teatro con Eduardo De Filippo, Zeffirelli, Patroni Griffi.

Io l’ho scoperto proprio nella interpretazione del film documentario che vi ho detto prima, avevo 16 anni ma mi colpì moltissimo l’idea di base: eravamo nel pieno degli anni 70, gli impegni socio politici erano naturalmente all’ordine del giorno, la realtà o il realismo come vogliamo chiamarlo erano assolutamente priorità negli spettacoli fossero essi cinematografici, televisivi o giornalistici.

Diario di un maestro era il tentativo di rendere la scuola accessibile a tutti anche a chi per vari motivi non poteva o non voleva parteciparvi; questo maestro (interpretato da Bruno Cirino) che va a raccogliere i ragazzi per le strade di una borgata di Roma e cerca di fare con loro un modo nuovo di lezioni facendo partecipare attivamente questi ragazzi è stato veramente un tentativo arduo, giusto ed entusiasta di cambiare qualcosa che non si voleva cambiare, un film sulla scuola vero e importante diventato ormai un cult……anche se poi non è che abbia risolto molto, ma questo è un altro discorso.

Mi interessai a Bruno Cirino per conoscerlo meglio e seppi che già dai primi degli anni 70 il suo impegno sociale era la sua prima meta, avendo creato una cooperativa teatrale (era il periodo delle cooperative e delle autogestioni) nella borgata romana di Centocelle portando sul palcoscenico opere di Dacia Maraini.

Lo andai anche a vedere due volte a teatro e seguii la sua breve carriera cinematografica con film come “Allosanfan” dei Fratelli Taviani o “Le farò da padre” di Lattuada sempre comunque attento nella scelta di film ad alto contenuto sociale e morale; la sua recitazione era pura, spontanea, sincera….un attore veramente sui generis.

Quando poi nell’81 lessi la notizia della sua morte ci rimasi malissimo perché credo fosse un attore che aveva ancora tanto da dire e da fare; un attore che sicuramente riempiva ed avrebbe ancora riempito il panorama dello spettacolo italiano.

UN ATTORE SCOMPARSO TROPPO PRESTOultima modifica: 2012-06-09T12:23:43+02:00da claudiric
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