“IL MENESTRELLO DEL ROCK”

 

Il titolo che ho scelto per questo post è anche la definizione che tanti hanno dato a un cantautore vista la sua passione per il rock e il suo virtuosismo per la chitarra: il grande Ivan Graziani.

 

Forse non ha avuto tutto il successo che avrebbe meritato ma ha fatto comunque parte della storia della musica italiana dalla metà degli anni ’70 fino alla sua morte avvenuta nel 1997.


 

 

Anche lui fa parte integrante dei miei ricordi, a cominciare da quel 1976 in cui in pieno periodo di musica politico-sociale lui si presentò ai giovani dell’epoca con “Ballata per 4 stagioni” una favola d’amore bucolica particolare, il suo falsetto era perfetto per una melodia così struggente e il testo era particolarmente poetico: ebbe un discreto successo di critica ma il pubblico non lo considerò più di tanto.

Per la precisione però lui si era fatto le ossa già da prima collaborando con Herbert Pagani, la PFM, Antonello Venditti  ma soprattutto con Lucio Battisti di cui è stato il chitarrista e il quale Lucio lo prese come una chioccia nella sua casa discografica, quella “Numero Uno” fucina di talenti.

Il vero successo è poi arrivato l’anno dopo in cui Ivan lanciò l’album “I Lupi” con quella stupenda canzone che è stata “Lugano addio”, un altro struggente motivo che lo portò in classifica di vendite per parecchie settimane consacrandolo finalmente come uno dei cantautori emergenti con più cose da dire.

Altro grande successo l’anno dopo con l’album “Pigro” in cui insieme alla canzone che da il titolo al disco ci sono anche le bellissime “Paolina” , “Monna Lisa” e “Fango”, il suo amore per il rock ricomincia in pieno a far parte della sua musica e i suoi testi sono particolarmente duri ma sempre con una ingenuità disarmante, non a caso gli è stato affibiato l’appellativo di cantautore “Dr Jeckill e Mr hide” dal titolo di una sua canzone inserita nell’album successivo quello con “Agnese dolce Agnese” e la rockissima “Taglia la testa al gallo”.

Arriviamo adesso al momento dei miei ricordi particolari; nel 1980 fa uscire un’altra canzone struggente “Firenze (canzone triste)”: è legata ad uno dei momenti più incoscienti e divertenti della mia vita, poco più che ventenne avventure e amori legati spesso a questa canzone e al suo album che conteneva anche dei pezzi poeticamente forti come “Tutto questo cosa c’entra con il rock and roll” storia di uno stupro o “Dada” storia di droga.

Nel 1981 decide di girare in concerto con Ron e Goran Kuzminac, questo concerti erano di moda nel periodo si chiamavano “Q Concert” da cui poi veniva stampato il “Q Disc” un 33 giri con 4 canzoni : e questo è un altro grande mio ricordo perché andai al concerto e mi emozionò tantissimo, le tre voci si legavano benissimo insieme e ne uscì fuori una canzone bellissima come “Canzone senza inganni”; andai anche ad un altro suo concerto da solo nel 1982 e fu veramente un mattatore della musica metteva tutta la sua anima rock e coinvolgeva il pubblico da non poter stare fermo e zitto, dovevi assolutamente partecipare, cantare e muoverti con lui.

Purtroppo negli anni successivi perse un po’ quella sua vena musicale e poetica, si presentò anche ad un Sanremo nel 1985 con la canzone “Franca ti amo” senza avere molto successo; bisogna aspettare il 1991 per ritrovare un Graziani di qualità con l’album “Cicli e tricicli” e poi nel 1994 ad un altro Sanremo con la bella “Maledette Malelingue”, questa volta con un buon successo.

E’ morto prematuramente nel 1997 per un brutto male a soli 51 anni, e la morte forse ha tolto troppo presto un cantautore che avrebbe comunque avuto molto altro da dire. I suoi amici del mondo della musica nel 1999 fecero uscire un album commemorativo “Per sempre Ivan” con suoi brani inediti cantati da  personaggi come Renato Zero, Antonello Venditti, Umberto Tozzi, Biagio Antonacci ed anche suoi materiali di studio.

C’è una cosa che mi addolora: il fatto che Ivan sia stato un po’ dimenticato dal mondo di cui faceva parte, discografici, giornalisti, media non lo hanno più calcolato…..l’importante però è che il pubblico, i suoi fans non lo abbiano scordato; nel corso degli anni sono nati siti, associazioni culturali, la sua tomba e la sua casa sono spesso visitate…ecco questo è forse l’omaggio più bello e importante che un cantautore come lui meritava: l’amore del suo pubblico!!!


“IL MENESTRELLO DEL ROCK”ultima modifica: 2012-06-03T08:49:00+02:00da claudiric
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